Studio di Consulenza Tecnica Bernardini

Sicurezza sui luoghi di lavoro D.Lgs. 81/08

Pareri-Interpelli

Interpello n. 2/ 2018

Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro
(articolo 12 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)

Oggetto: Interpello ai sensi dellโ€™articolo 12 del d.lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni. Interpretazione dellโ€™articolo 39, comma 3, del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni. Seduta della Commissione del 5 aprile 2018.

La Regione Lazio, tramite la Direzione Regionale Salute e Politiche Sociali, ha formulato istanza di interpello per conoscere il parere di questa Commissione in merito alla corretta interpretazione dellโ€™articolo 39, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2008, il quale dispone che: โ€œIl dipendente di una struttura pubblica, assegnato agli uffici che svolgono attivitร  di vigilanza, non puรฒ prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale, attivitร  di medico competenteโ€.

In particolare lโ€™Ente chiede di conoscere โ€œse tale disposizione รจ da intendersi rivolta a tutte le strutture del Dipartimento di prevenzione delle aziende sanitarie locali o solo a quelle che svolgono attivitร  ispettiva e se sia applicabile a tutto il personale con qualifica ispettiva afferente allโ€™azienda sanitariaโ€.

Al riguardo occorre premettere che il citato articolo 39, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2008 si pone in continuitร  rispetto allโ€™abrogato articolo 17, comma 7, decreto legislativo n. 626 del 19 settembre 1994 secondo cui: โ€œIl dipendente di una struttura pubblica non puรฒ svolgere l’attivitร  di medico competente qualora esplichi attivitร  di vigilanzaโ€.

Inoltre, lโ€™articolo 7 del decreto legislativo n. 229 del 19 giugno 1999 – che ha introdotto lโ€™articolo 7-bis nel decreto legislativo n. 502 del 30 dicembre 1992 โ€“ ha definito il Dipartimento di prevenzione come โ€œuna struttura operativa dell’unitร  sanitaria locale che garantisce la tutela della salute collettiva, perseguendo obiettivi di promozione della salute, prevenzione delle malattie e delle disabilitร  e il miglioramento della qualitร  della vitaโ€.

A tal fine โ€œil dipartimento di prevenzione promuove azioni volte a individuare e rimuovere le cause di nocivitร  e malattia di origine ambientale, umana e animale, mediante iniziative coordinate con i distretti, con i dipartimenti dell’azienda sanitaria locale e delle aziende ospedaliere, prevedendo il coinvolgimento di operatori di diverse disciplineโ€.

Nellโ€™intento del legislatore, dunque, il Dipartimento di prevenzione rappresenta unโ€™unica struttura deputata allo svolgimento di attivitร  polifunzionali, volte a garantire un continuo innalzamento del livello di salute e di miglioramento della qualitร  della vita.
In tale contesto il Dipartimento non esercita solo unโ€™attivitร  di vigilanza, intesa come โ€œmero controlloโ€ di tipo repressivo e sanzionatorio, ma anche funzioni di tipo preventivo e autorizzativo.
Lโ€™attivitร  del Dipartimento si concretizza, altresรฌ, nella ricerca attiva di soluzioni condivise con tutti gli attori che sono chiamati a concorrere alla prevenzione e gestione dei rischi.

Emerge dunque una pluralitร  di funzioni attribuite al Dipartimento, che oltre alla funzione di vigilanza e controllo, รจ chiamato a garantire lโ€™attuazione di interventi complessi nellโ€™ambito dellโ€™assistenza collettiva, quali la sorveglianza epidemiologica, lโ€™informazione allโ€™utenza, lโ€™assistenza alle imprese, la formazione degli operatori, lโ€™educazione sanitaria della popolazione, lโ€™informazione e la comunicazione del rischio per la salute.

Sulla base di tali elementi la Commissione ritiene che, in considerazione della natura polifunzionale del Dipartimento di prevenzione, il disposto dallโ€™articolo 39, comma 3, del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, debba ritenersi applicabile a tutte le strutture che compongono il citato Dipartimento ed a tutto il personale ad esso assegnato, indipendentemente dalla qualifica rivestita.


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