No alla diffusione sul sito della Regione dei dati che rivelano un disagio economico
Il Garante sanziona la Regione Lombardia per 200.000 euro
I dati di coloro che richiedono benefici economici vanno protetti in modo particolare per non rivelare la condizione di disagio economico e sociale delle persone interessate.
ร quanto ha ribadito lโAutoritร privacy che, a seguito di una segnalazione,ย ha sanzionato la Regione Lombardiaย per aver diffuso sul sito web istituzionale i dati personali di piรน di centomila studenti, che avevano richiesto borse di studio statali o sussidi economici per lโacquisto di libri di testo, dotazioni tecnologiche e strumenti per la didattica. Tenuto conto che per accedere al contributo occorreva essere in possesso di un valore ISEE non superiore a circa 15.000 euro e lโentitร dei benefici era minima (sotto ai 1000 euro) la diffusione on line aveva come effetto immediato quello di rivelare la condizione di disagio economico degli interessati.
Nello specifico, come emerso dalla verifica preliminare dellโUfficio, dallโhome page del sito istituzionale della Regione era possibile consultare e scaricare lโelenco delle domande ammesse e finanziate, quello delle domande ammesse da finanziare, lโelenco dei beneficiari di borsa di studio statale e quello delle domande non ammesse. Tali liste riportavano dati personali quali lโId della domanda, il nominativo del richiedente, la classe dello studente, il codice e la denominazione della scuola, il numero della domanda.
LโAutoritร ha ribadito che i soggetti pubblici, nel rispettare gli obblighi di trasparenza, possono diffondere dati personali solo se tale operazione รจ prevista da una norma di legge o di regolamento, nei casi previsti dalla legge e sempre nel rispetto dei principi in materia di protezione dei dati come, ad esempio, il principio di minimizzazione. Indicazioni, queste, giร contenute nelle Linee Guida emanate dal Garante del 2014. Anche la normativa statale di settore in materia di trasparenza esclude, in ogni caso, la pubblicazione dei dati dei destinatari dei provvedimenti, qualora da tali dati sia possibile ricavare informazioni sulla situazione di disagio degli interessati.
Riscontrato lโillecito, il Garante ha sanzionato la Regione per 200.000 euro, tenendo conto dellโalto numero di persone i cui dati sono stati diffusi e del periodo di quasi 11 mesi in cui รจ avvenuta lโinfrazione, ritenuta comunque di natura colposa. A seguito dellโintervento dellโAutoritร , la Regione ha prontamente rimosso dal sito istituzionale i dati personali oggetto di violazione.
